Regione calabria - Portale- Usi Civici

Calabria - La Regione per Te

Vai al contenuto

Sei in: Home > Organizzazione > Dipartimento n. 8 > Aree > Usi Civici

USI CIVICI

L'uso civico è un diritto perpetuo, che spetta a coloro che compongono una determinata collettività, delimitata territorialmente di godere di terreni o beni immobili appartenenti alla collettività medesima (in modo indiviso). L’uso civico è un diritto di origine antichissima, il cui contenuto è molto vario.
Il diritto si esplica tramite l'esercizio di usi finalizzati a soddisfare i bisogni essenziali della collettività.
I diritti di godimento più diffusi riguardano l'esercizio del pascolo, del legnatico e dello stramatico (consistente nel diritto di raccogliere erba secca e foglie per la lettiera degli animali).
Gli usi civici costituiscono diritto inalienabile, imprescrittibile e inusucapibile della comunità locale alla quale appartengono. I beni di uso civico non possono formare oggetto di diritti speciali a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti previsti dalla legge.

La Regione Calabria ha adottato la legge regionale 21/08/2007 n. 18 rubricata “Norme in materia di usi civici”, entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul BURC n. 15 del 16 agosto 2007, supplemento straordinario n. 5 del 29 agosto 2007. A tutt’oggi non risulta approvato il regolamento regionale previsto dall’art. 4 comma 1 della l.r. 18/2007 e pertanto, ai sensi dell’art. 4, comma 2, della l.r. 18/2007 “sino all'approvazione del regolamento regionale, continuano ad applicarsi le norme del RD 26/2/1928 n. 332, in quanto compatibili con le disposizioni della presente legge”.

La legge regionale n. 18 del 2007 ha riservato alla competenza della Regione le funzioni di programmazione, di indirizzo, di coordinamento e di controllo, nonché i compiti espressamente riservati dalla stessa legge.

Con delibera n. 1081 del 23 dicembre 2008, pubblicata sul BURC n. 1 del 16 gennaio 2009, la Giunta Regionale della Calabria ha adottato il previsto atto di indirizzo ai fini della definizione dei procedimenti di cui alla legge regionale n. 18 del 2007, dal momento che le funzioni gestionali devono essere ricondotte alla sfera di competenza dirigenziale, essendo riservate alla competenza della Giunta Regionale le sole funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo.

L’art. 14 c. 1 della L.R. 18/2007 prevede che “le funzioni amministrative concernenti la liquidazione degli usi civici, la verifica demaniale di terre oggetto di usi civici, la legittimazione di occupazioni abusive e l'affrancazione, la gestione e la classificazione dei terreni di uso civico, sono conferite ai Comuni”.

L’art. 15 della L.R. 18/2007 ai commi 1 e 2 prevede che “le Amministrazioni comunali, ove non sia espressamente prevista la competenza di altro organo, adottano l'atto finale del procedimento con deliberazione della Giunta comunale in esito all'istruttoria affidata al perito o all'istruttore demaniale, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative e regolamentari. Il provvedimento finale diviene efficace a seguito di controllo della Giunta regionale, che esercita l'esame di legittimità e la valutazione di merito sul provvedimento, previa istruttoria del Dipartimento competente”.

L’art. 15 della L.R. 18/2007 comma 8 prevede che “le spese per l'istruttoria dei procedimenti, relativamente ai compensi di periti ed istruttori demaniali, sono a carico delle parti private interessate e sono determinati alle norme del regolamento regionale, che disciplina altresì l'eventuale imposizione di tasse per diritti di segreteria”.

 

A norma dell’art. 25 della L.R. 18/2007, al momento dell’entrata in vigore della legge regionale, sono cessate di diritto le competenze esercitate dalla Regione.